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Ultimo aggiornamento: 9:05

Da lunedì 8 settembre e per diversi giorni la capitale del Nepal, Kathmandu, è stata teatro di grandi proteste. Il parlamento è stato dato alle fiamme, la sede del governo è stata assaltata e il primo ministro Kp Sharma Oli si è dimesso, così come altri esponenti del suo esecutivo. Le manifestazioni sono state definite “le proteste dei Gen Z”, cioè dei giovani nati tra il 1995 e il 2010. A scatenarle, la scelta del governo di bloccare 26 piattaforme social tra cui Facebook, YouTube, X e LinkedIn. Ne abbiamo parlato con Samik Kharel, ricercatore e giornalista nepalese, che collabora con diverse testate internazionali come Al Jazeera, Deutsche Presse-Agentur e The Kathmandu Post. Da oltre dieci anni si occupa di temi sociali e nuove tecnologie.

Il Nepal ha una nuova premier, si chiama Sushila Karki, ha 73 anni ed è l’ex leader della Corte Suprema. Era uno dei nomi indicati dai manifestanti. Si può dire che il Paese abbia voltato pagina?

La Generazione Z ha voluto Sushila Karki primo ministro con il mandato di indire le elezioni nei prossimi sei mesi (fissate per il 5 marzo 2026). Anche il parlamento è stato sciolto. Karki è stata la prima donna a ricoprire la carica di presidente della Corte Suprema del Nepal e ora è la prima donna primo ministro del Paese. È considerata una figura integra grazie al suo approccio risoluto contro la corruzione. È un momento storico, anche se ora avrà molto da fare durante il suo mandato: rilanciare il Paese in crisi, condurre una campagna contro la corruzione e lavorare in sintonia con la nuova Generazione Z.