Tutti gli uomini del presidente (1976): l’inizio del quiet-lux

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Robert Redford in Tutti gli uomini del presidente non veste per stupire, ma per convincere. Il suo Bob Woodward è la quintessenza dell’eleganza invisibile: abiti grigi o blu, cravatte sottili, camicie chiare. Nessun orpello, nessuna concessione all’ego. È un’eleganza che non urla, ma che costruisce credibilità, l’arma più potente di un cronista alle prese con lo scandalo Watergate. I tessuti sono sobri, le linee essenziali, i colori scelti per dissolvere l’uomo nella funzione. Ma proprio in quella sottrazione nasce lo stile: la bionda chioma appena ribelle, le giacche che scivolano addosso senza rigidità, l’aria di chi non deve dimostrare nulla se non la propria serietà. È l’anti-divismo elevato a cifra estetica, un’eleganza che non vive nello specchio, ma nella stanza dove si scrive la Storia.

I tre giorni del Condor (1975): la sprezzatura made in the Usa

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