Occupare case non è praticamente più reato. Almeno a Torino. Dove è ufficialmente possibile abusare della proprietà privata e vederla finire, letteralmente, alla mercé dei primi che passano. Fatti di ordinaria quotidianità ormai in Val di Susa, dalle parti della casa cantoniera di Oulx divenuta da ben sette anni una sorta di ostello per migranti di passaggio tra Italia e Francia. In settimana, infatti, i giudici della Corte d’Appello di Torino, - per la seconda volta in pochi mesi - hanno dato ragione agli okkupanti, assolvendo 13 attivisti europei, di nazionalità italiana, francese, inglese e scandinava che l’hanno passata liscia- anzi si sono proprio sentiti dar ragione - dopo che in precedenza erano già stati fatti sgomberare.

Un edificio, la casa cantoniera di Oulx, divenuto a tutti gli effetti un presidio politicizzato con tanto di cartelli che inneggiano alla resistenza contro i decreti immigrazione che furono firmati, all’epoca del governo Conte 1, dall’allora ministro degli Interni, Matteo Salvini ma su cui i giudici torinesi davvero non hanno dubbi. Hanno ragione loro, dunque. Gli okkupanti non abusivi o, passateci la licenza, semi-abusivi. Perché, stando alla reiterata sentenza (la prima che assolveva altri 19 attivisti anarchici, antagonisti e militanti No Tav accusati di invasione di terreni o edifici, era arrivata nello scorso mese di novembre 2024) non dà ovviamente il pieno lasciapassare al sopruso per fini politici ma, a una particolare condizione può diventare plausibile e tollerato dalla legge.