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Un gruppo di 30 persone ha vissuto illegalmente cinque anni in una ex fabbrica. I giudici: "È lo Stato che deve occuparsi dell'emergenza abitativa, non i privati". E ora la proprietaria sarà risarcita del danno

La sentenza della Corte di Cassazione parla chiaro: "La presenza di minori o soggetti fragili, se lo sgombero è esecutivo, non può essere un limite all'esecuzione del provvedimento". La nota si riferisce al caso di una donna di Firenze proprietaria di uno stabile che è stato occupato da 30 persone tra il 2013 e il 2018. Un'odissea durata cinque anni prima che la legittima proprietaria potesse riavere il suo capannone. E ora le spetta un risarcimento pari a 183mila euro che usciranno dai conti correnti dei Ministeri.

Nel novembre 2013 una ex fabbrica di circa 700 metri quadrati - nel capoluogo toscano - era stata occupata abusivamente da un gruppo di persone, entrate all'interno rompendo le porte. Ad aprile 2015 la Corte d'Appello di Firenze fissa la data di esecuzione di sgombero. Esecuzione rinviata più volte a causa delle continue proteste e manifestazioni organizzate dagli occupanti in cui erano presenti anche minori e persone disabili. Ad aprile 2018 la svolta. Il Comune trova nuovi alloggi per il gruppo, che solo allora acconsente allo sgombero.