Da linea di guerra e degli orrori, a linea della memoria. Prende vita a Pennadomo, in provincia di Chieti in Val di Sangro, una nuova vita della storica Linea Gustav che fu costruita dagli occupanti tedeschi, per contrastare l’avanzata degli Alleati dal Sud e spaccando l’Italia in due zone.
Con il progetto multimediale “DACS” (Digital Artistic Cultural Space) si vuole perpetuare la memoria, tra le nuove generazioni, della storia della seconda guerra mondiale, con l’Abruzzo che fu tra le regioni più devastate. Infatti, con la Linea Gustav, che dall’ottobre del 1943 all’aprile 1945, da Fossacesia sull’Adriatico si estese lungo la dorsale montana del massiccio della Maiella, fino a Cassino e Gaeta sul Tirreno, l’Abruzzo divenne uno dei principali teatri di guerra come testimoniano, fra l’altro, i cimiteri di guerra inglese di Torino di Sangro e canadese di San Donato, oltre alla battaglia di Ortona del dicembre 1943, definita la “Stalingrado d’Italia”.
Soldati deportati sulla Linea Gustav in Abruzzo
I paesi del Sangro-Aventino intorno alla Maiella, come Torricella Peligna, Gessopalena, Casoli, Montenerodomo, Fallascoso, Colledimacine, Lama dei Peligna, Palombaro, Civitella Messer Raimondo, Taranta Peligna e Pennadomo, furono in gran parte rasi al suolo con la strategia della terra bruciata. Mentre gli abitanti furono sottoposti a numerose angherie, deportazioni, delitti ed eccidi come quelli di Sant’Agata nei pressi di Gessopalena e di Vallone Cupo a Montenerodomo.







