A distanza di oltre ottant’anni, tra le campagne di Macchiareddu riemergono tracce dimenticate della Seconda guerra mondiale. Disegni, stemmi militari e scritte rimasti nascosti sotto strati di calce raccontano oggi una pagina poco conosciuta della storia dell’aviazione italiana e della Sardegna durante il drammatico periodo dell’armistizio dell’8 settembre 1943. La scoperta è avvenuta nell’ambito delle ricerche portate avanti dalla associazione Amici di Sardegna, ente di ricerca riconosciuto dal Mur, durante il progetto “Spazio Gilia”, finanziato dalla Fondazione di Sardegna. “Le indagini si sono concentrate sul vecchio aeroporto militare di “Maria Luisa”, un campo volo situato nell’area di Macchiareddu, vicino allo scalo di Elmas – racconta Roberto Copparoni, presidente di Amici di Sardegna -, la struttura prendeva il nome da Maria Luisa Grottanelli De Santi, appartenente alla famiglia proprietaria della vasta azienda agricola che si estendeva tra Assemini, Uta e Capoterra. Proprio qui, nei mesi successivi all’armistizio, piloti e personale dell’Aeronautica Militare vissero giorni di caos e incertezza, mentre l’Italia si divideva e gli ex alleati tedeschi diventavano nemici. Da questo aeroporto partirono missioni decisive per trasferire uomini e mezzi verso il Sud Italia e contribuire alla guerra di liberazione”. Le ultime ricerche sono state condotte insieme al tenente colonnello pilota Valentina Papa, al tenente colonnello in congedo Ferdinando Orrù, al primo luogotenente Tony Roma, all’operatore culturale Michele Demontis e alla fotografa Marina Federica Patteri.
A Macchiareddu riemergono tracce della Seconda guerra mondiale - L'Unione Sarda.it
Disegni, stemmi e scritte tra i resti dell'aeroporto militare che ha fatto la storia dell'aviazione italiana










