La follia e i deliri che hanno caratterizzato gli ultimi anni di vita di Ferdinando Palasciano, medico vissuto alla fine dell’800, sono al centro del romanzo “Di spalle a questo mondo” (Neri Pozza) di Wanda Marasco. L’autrice racconta in un mix di realtà e fantasia la vita di Palasciano, una vita ossessionata dall’idea della cura: voleva curare tutti anche i poveri e i nemici in guerra (per questo fu condannato a morte e poi graziato dal re). Il racconto parte dal 2 novembre 1887 quando, dopo l’ennesimo delirio, la moglie Olga, arrivata a Napoli dalla Russia dove aveva vissuto un’infanzia durissima con la madre affetta da disturbi psichici, fece internare Ferdinando.

Cosa rappresenta la vittoria del Premio Campiello?

Sono molto contenta, è come se mettessi un chiodo duro e morbido alla mia storia. Dedico questo premio a tutto ciò che nella vita e in letteratura mi ha consegnato amore e conoscenza.

Ferdinando Palasciano era un uomo della cura. Che eredità ha lasciato?

Ha il senso dell’umano, perché se non esiste cura per l’altro, non c’è più l’umano, c’è il trionfo del disumano. Basta vedere quello che sta accadendo nel mondo.