VENEZIA - «Il Premio Campiello? Rappresenta per me una storia. Come quando ritrovi per strada il tuo nome, all'improvviso, e ti sembra che raccolga tutta la fatica che hai compiuto. Ho molta gioia per questo riconoscimento: è come se mettessi un chiodo duro e morbido, nello stesso tempo, alla mia storia». Palpabile l'emozione in Wanda Marasco, di origini napoletane. A pochi minuti dalla vittoria alla 63° edizione del prestigioso riconoscimento letterario, con "Di spalle a questo mondo" (Neri Pozza), ha abbracciato gli altri finalisti, sul palco del Teatro La Fenice, stringendo la vera da pozzo fra le mani. Il suo romanzo ha ottenuto 86 voti, espressi dalla Giuria dei Trecento Lettori anonimi (282 quelli complessivi espressi quest'anno).
Al centro della storia, Ferdinando Palasciano, grande medico partenopeo dell'Ottocento con l'ossessione per la cura, da perseguire sempre, tanto da aver portato avanti una "battaglia", in pieno Risorgimento, per i diritti alla neutralità dei feriti di guerra. Una sorta di precursore della Croce Rossa, che la moglie Olga tenterà di curare negli ultimi anni della sua vita, segnati dalla follia. Classe 1953, Marasco è diplomata in Regia e recitazione all'Accademia d'Arte drammatica "Silvio D'Amico" di Roma.











