PADOVA - «Nella Lega ci sono forti perplessità sulla mia candidatura. Se non dovessi essere candidato, non escludo nulla, neppure di correre come governatore. In fondo, “Vota Marcato” suona così bene». Roberto Marcato ieri mattina (12 settembre), nella solennità dell’aula Magna del Bo all'Università di Padova, ha voluto concludere simbolicamente i suoi dieci anni da assessore regionale alle Attività produttive. Dopo aver messo in fila i risultati di un decennio definito «entusiasmante», l’esponente del Carroccio non ha fatto nulla per nascondere tutte le sue perplessità rispetto ad un partito (il Carroccio) dove non tutti amano il suo protagonismo e, soprattutto, il suo consenso. Non va dimenticato, infatti, che alle ultime elezioni regionali, quelle del 2020, con 11.660 preferenze è stato il più votato del consiglio regionale.
È vero, come si dice, che la sua candidatura alle prossime Regionali potrebbe essere a rischio?
«Il partito sta discutendo in maniera molto approfondita se il sottoscritto possa rappresentare o meno una risorsa. Gli unici che non hanno capito, però, sono loro. I veneti lo hanno compreso benissimo, riconoscendomi sempre un grande affetto e un grande consenso. Evidentemente il mio essere spirito critico, il prevedere due anni prima ciò che succede due anni dopo, non viene apprezzato da una parte della Lega. Se si deciderà che io non rappresento una risorsa, dovranno poi spiegarlo ai veneti. Probabilmente mi considerano troppo Veneto e troppo rompiscatole».









