PADOVA - Nel centrodestra la parola d’ordine è una sola: «Il candidato governatore sarà deciso a Roma dai leader del centrodestra». A smarcarsi, ancora una volta è, però, l’assessore regionale Roberto Marcato che chiede tanto la lista Zaia quanto un candidato del Carroccio. E ribadisce: «Io avrei tutte le carte in regolare per correre come presidente». Quello di ieri mattina sotto il tendone dell’Agrishow 2025 di Padova, il grande festival dell’agricoltura che vede come padre nobile l’ex presidente del consiglio regionale Clodovaldo Ruffato, è stato una sorta di vertice informale di tutti i maggiorenti del centrodestra veneto. Oltre al coordinatore veneto di FdI Luca De Carlo e al numero uno del Carroccio regionale Alberto Stefani, non hanno voluto mancare all’appuntamento il neo segretario dell’Udc Antonio De Poli, l’assessore regionale Roberto Marcato, la capogruppo di Forza Italia a Palazzo Ferro Fini Elisa Venturini, la consigliera regionale leghista Elisa Cavinato.
A monopolizzare il dibattito, la designazione del candidato che dovrà vedersela con il centrosinistra di Giovanni Manildo. «La cosa importante è che stiamo lavorando per dare continuità al buon governo del centrodestra – ha messo subito le mani avanti il meloniano De Carlo –. L’importante non è chi farà la punta, ma costruire una squadra che sia in grado di fare un bel gioco. È fisiologico che, in queste occasioni, tutti i partiti propongano i loro nomi. Alla fine, però, i leader nazionali, sentiti i territori, sceglieranno la persona che sarà in grado di portare avanti il buon governo del centrodestra. Noi siamo il primo partito nazionale, il primo partito per risultati in Veneto sia alle Politiche che alle Europee, quindi metteremo anche noi sul piatto i nostri candidati. Dopo di che, le valutazioni finali, che avranno un respiro che andrà oltre la nostra regione, le faranno i nostri leader».






