TREVISO - «La destra ha un nome per il candidato del Veneto? Stefani? Non so, vedremo quando lo diranno ufficialmente. Al momento, a quanto ne so, sta ancora discutendo su diverse posizioni. L'altro giorno ho letto un'agenzia sulla campagna elettorale in cui c'erano quasi più candidature che elettori». Ci mette anche un po’ di veleno Elly Schlein, segretaria nazionale del Pd, parlando di centrodestra - anzi «la destra», come la definisce puntualmente in ogni occasione - e del toto nomi impazzito e che pare sia ormai incanalato verso l’incoronazione di Alberto Stefani, segretario della Lega. E punzecchia sorridendo, appena arrivata in quella Treviso che l’attende come guest Star della Festa Democratica. Accanto a lei c’è Giovanni Manildo, ex sindaco trevigiano, e candidato ufficiale di un centrosinistra dal campo più che largo. Larghissimo.
«Noi il candidato ce l’abbiamo - puntualizza la segretaria Pd prima di salire sul palco di prato della Fiera e parlare a circa 400 persone arrivate un po’ per convinzione e un po’ per curiosità - ed è Giovanni Manildo. È stato scelto dal basso, dai veneti e dal Veneto. Le destre invece stanno attendendo che venga indicato qualcuno da Roma, col manuale Cencelli. A proposito di chi parla di autonomia». E non solo, il passaggio trevigiano è anche l’occasione giusta per ricordare che il centrosinistra marcia unito ovunque: «Siamo in campo unito in tutte le sette regioni che vanno al voto - dice Schlein - è una cosa che non succedeva da vent'anni e di cui siamo particolarmente felici e orgogliosi. L'unità della nostra coalizione è il presupposto per vincere e battere queste destre. In Veneto c'è una coalizione unita, compatta, inclusiva. È la più ampia dagli ultimi quindici anni a questa parte. Giochiamo per vincere questa importante elezione regionale».









