VITTORIO VENETO (TREVISO) - L’indiscrezione è rimbalzata da Roma mentre Alberto Stefani era in provincia di Treviso per l’avvio della campagna elettorale sul territorio. Inutile chiedergliene conferma, poiché le interviste sono in programma per le prossime ore, in attesa dell’evento di coalizione mercoledì prossimo a Padova. Ma la fonte è più che autorevole, oltre che bene informata: un paio di giorni prima che i segretari nazionali del centrodestra annunciassero la candidatura per il Veneto (oltre che per la Campania e la Puglia), Lega e Fratelli d’Italia hanno sottoscritto un accordo al vertice che sancisce la distribuzione delle deleghe nella futuribile Giunta regionale e attribuisce al candidato presidente la scelta finale degli assessori.
Di manuali Cencelli è piena la storia delle elezioni. Ma l’esistenza di un documento siglato dai due principali partiti del centrodestra veneto non solo per stabilire la ripartizione delle materie, bensì pure per certificare la prerogativa dell’aspirante governatore nell’individuazione dei nomi, è un retroscena che fa notizia nel momento in cui leghisti e meloniani devono trovare un nuovo equilibrio di convivenza (insieme agli azzurri e ai centristi, seppure non coinvolti nella formalizzazione dell’intesa). Non a caso la circostanza è stata tenuta “segreta”, almeno finché la voce è trapelata, riferendo che in calce al testo ci sarebbe anche la firma dello stesso Stefani.







