VENETO - Non si sa quando si voterà (tutto lascia presupporre che sarà il 23 novembre, ma manca l’ufficialità), non si sa chi nel centrodestra aspirerà a succedere a Luca Zaia, ma intanto per la Regione del Veneto sono già iniziati il toto-giunta e il toto-assessori. Previsioni ovviamente indicative che si basano sui risultato delle ultime elezioni (le Politiche 2022, le Europee 2024) e che il voto delle Regionali potrebbe completamente sovvertire. Ma la base di partenza è questa: 5-2-2-1. E cioè 5 assessori a Fratelli d’Italia (che ne chiederà però 6), 2 alla Lega (che ne vorrà almeno 3), 2 a Forza Italia (con Tosi che ne rivendicherà uno in più), 1 ai centristi dell’Udc (o a un esponente dell’eventuale lista del presidente). Schema che parte da un presupposto e cioè che la presidenza del Veneto rimanga alla Lega.
L’ultimo sondaggio realizzato da Ipsos, la società di Nando Pagnoncelli, dice che nelle Marche il governatore uscente meloniano Francesco Acquaroli verrebbe rieletto col 50,1% dei voti, superando il candidato del “campo largo” di centrosinistra, l’europarlamentare Pd ed ex sindaco di Pesaro Matteo Ricci, fermo al 44,8. Se così fosse, nel centrodestra potrebbe prevalere la volontà di mantenere lo ”status quo”: resta tutto com’è, quindi le Marche a FdI e il Veneto alla Lega. È vero che Giorgia Meloni continuerebbe a non avere una sola Regione nel Nord Italia (e per rivendicare la Lombardia dovrebbe aspettare il 2028, in politica un’eternità), ma mantenere gli attuali equilibri eviterebbe ripercussioni sul Governo. Chiaro che la base di FdI da quest’orecchio non ci senta - plateale lo scambio a distanza di opinioni tra il capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami («Il nome di Alberto Stefani è sicuramente importante, più che apprezzabile») e il coordinatore veneto del partito Luca De Carlo («La pelle dell’orso costa cara e non si vende prima») - ma al momento la bilancia propenderebbe per il vicesegretario federale e segretario veneto della Lega. Appunto, Alberto Stefani. Il quale è già in campagna “spinta”. Ieri 10 appuntamenti nel Trevigiano - praticamente a casa del candidato governatore del centrosinistra, Giovanni Manildo - tra “imprese, amministratori, cittadini e associazioni”.






