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18 SETTEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 21:20
Sul tavolo di lavoro che fu occupato prima dal democristiano Carlo Bernini e poi per tre lustri dal forzista Giancarlo Galan, il leghista Luca Zaia ha collocato una statuetta dorata del Leone di San Marco, sullo sfondo il gonfalone della Regione Veneto con il simbolo marciano. Non ha lasciato nulla al caso per immortalare con un video la firma del decreto per l’annuncio fatidico della data delle elezioni regionali che chiuderanno ufficialmente l’era che porta il suo nome, iniziata 15 anni fa. Le votazioni si terranno domenica 23 e lunedì 24 novembre (come in Puglia e Campania), gli ultimi giorni utili, ai sensi di legge, visto che le precedenti si erano tenute il 21-22 settembre 2020. Zaia ha tenuto tutti sulla corda in quello che verrà ricordato come lo psicodramma del centrodestra in una regione di cui possiede le chiavi della porta d’ingresso ormai da trent’anni, intenzionato com’è a non volerle cedere al centrosinistra che da due mesi ha annunciato il proprio candidato. Si tratta dell’avvocato trevigiano Giovanni Manildo, per una legislatura sindaco di Treviso nell’ormai lontano quinquennio 2013-2018, che guarda disperatamente al centro e ai moderati per affrontare la missione impossibile di strappare il Veneto a una maggioranza che appare invincibile, anche se drammaticamente divisa.









