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25 OTTOBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 9:10

Luca Zaia, arrivato all’epilogo del terzo mandato, ha dichiarato esplicitamente qual è l’obiettivo che lo ha indotto a presentarsi alle prossime elezioni regionali come capolista della Lega in tutte le sette circoscrizioni del Veneto. Vuole trasformare il voto in un referendum su ciò che la sua figura amministrativa ha rappresentato per la Regione. Saranno per lui le quinte votazioni dopo che nel 2005 fu eletto per la prima volta e divenne vicepresidente della giunta capeggiata dal forzista Giancarlo Galan, per dimettersi nel 2008 quando divenne ministro dell’Agricoltura. Nel 2010 fu eletto presidente per la prima volta, ripetendosi nel 2015 e nel 2020. L’appuntamento del 23 e 24 novembre segnerà la sua uscita di scena dall’esecutivo, visto che è ineleggibile a quella carica, dovendosi consolare di un posto da consigliere regionale.

Difficile pensare che egli possa restare nell’assemblea di Palazzo Ferro Fini a Venezia, anche se dovesse esservi portato, come egli si augura, a furor di popolo leghista. Per Zaia potrebbero spalancarsi le porte della Camera dei Deputati nel caso, alquanto probabile, che venga eletto governatore il giovane Alberto Stefani, candidato del centrodestra, che lascerebbe libero uno scranno a Montecitorio, da coprire con votazioni suppletive.