Mentre le agenzie ribattono la notizia che EssilorLuxottica è una delle aziende scelte da Armani per un’eventuale cessione, Tommaso Ebhardt, Managing Editor di Bloomberg e autore della biografia Leonardo Del Vecchio, spiega cosa avevano in comune i due giganti del Made in Italy

di Alessandra Paolini

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Se fosse un film la loro storia sarebbe di quelle che ai titoli di coda si rimane seduti sulla poltroncina a tirare su con il naso. Vite incredibili cominciate col ricordo del rumore dei B17 a tirare giù le bombe sulle città italiane e finite lasciando agli eredi un impero, un’idea, una morale. Nel mezzo di questa cavalcata c’è il sogno, il Miracolo Italiano e tanto, tanto lavoro. Giorgio Armani e Leonardo Del Vecchio. Il Re del “non farsi notare ma ricordare” e il re Mida degli occhiali. Cosa ha legato e forse lega ancora i due decani del fashion Made in Italy, scomparsi a distanza di tre anni l’uno dall’altro? “Oggi come oggi, il testamento!”, risponde secco Tommaso Ebhardt, managing editor di Bloomberg per il Sud Europa e autore della biografia Leonardo Del Vecchio (Sperling &Kupfer). Lo fa mentre le agenzie ribattono la notizia che EssilorLuxottica, fondata da Del Vecchio, è una delle aziende - insieme a L’Oréal e Lvmh - scelte da Armani per un’eventuale cessione. Così ha deciso, prima di morire.