«Quando Pupi Avati si mette in testa qualcosa, è impossibile fargli cambiare idea. Una volta stavamo finendo di girare una scena. Era estate, quasi le 8 di sera, cominciava a fare buio, e Pupi mi fece vedere una vallata con un bellissimo campo di girasoli e mi disse di prepararci per girare. Io provai a spiegargli che con il buio non sarebbe stato possibile. Mi guardò malissimo. Lui non tollera che qualcuno, neanche Dio, vada contro di lui». Parola del maestro Cesare Bastelli, direttore della fotografia di tanti film del celebre regista bolognese che ha ricevuto la Targa Volponi alla Festa dell’Unità come premio a una carriera partita da un litigio. «Io ho iniziato con Pupi come aiuto regista. Per tanti anni il direttore della fotografia è stato Pasquale Rachini. Un giorno, non mi ricordo se Pupi o suo fratello Antonio (il produttore dei suoi film, ndr), cercarono di convincere Pasquale ad usare non la classica pellicola Kodak, ma una pellicola alternativa che costava di meno. Ci fu un litigio e Pupi venne da me e mi disse: “Tu sarai il direttore della fotografia del mio prossimo film”. La mia carriera è praticamente fatta di litigi». Alla consegna della targa, giovedì a11 settembre alla Festa dell’Unità di Bologna, erano presenti Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna, e Alessandro Erriquez, sindaco di Castello d’Argile, dove Bastelli attualmente vive. A consegnare il premio, l’assessora alla Cultura della Regione Emilia-Romagna Gessica Allegni.
Bastelli: “La mia carriera da direttore della fotografia cominciata con un litigio di Pupi Avati”
La Targa Volponi consegnata alla Festa dell’Unità all’artigiano della luce che collaborò anche con Bellocchio, Faenza e Ferreri






