Una gita scolastica è il film che segna una svolta nella carriera di Pupi Avati e come spesso succede, nasce da un momento professionale un po’ critico, come racconta il regista bolognese, che per questa sera, in occasione della proiezione alle 21,45 in piazza Maggiore per Sotto le stelle del cinema, ha mandato un messaggio video di introduzione, perché lui è impegnato negli studi di posa a Roma sul set della serie Gotico Padano (che poi vedrà le riprese anche sul Delta del Po e uscirà la prossima primavera) e non potrà essere in città.

Una gita scolastica, uscito nel 1983, racconta il viaggio a piedi di una classe di liceo da Bologna – con partenza da piazza San Domenico – a Firenze attraverso il nostro Appennino – Porretta Terme e il borgo di Castelluccio – nel 1914, alla vigilia della Prima guerra mondiale.

Maestro, Una gita scolastica rappresenta uno snodo nella sua carriera, perché? "Una gita scolastica è uno dei film emergenziali, io li chiamo così, come La casa dalle finestre che ridono, come Regalo di Natale, perché sono stati fatti con una penuria di mezzi assoluta, in un contesto in cui nessuno ci voleva più far lavorare visto che gli ultimi film non avevano avuto successo anche se erano costati molto di più".