«In un momento in cui la moda italiana è molto sotto attacco non è bello che ci siano posizioni non condivise». Carlo Capasa alla conferenza stampa di presentazione della Milano Fashion Week (23 – 29 settembre ) invita tutti, governo, istituzioni e giornalisti a fare sistema. «Ognuno deve impegnarsi, la moda in questi momenti ha bisogno dell’energia di tutti perché gli altri Paesi stanno spingendo tanto». Il riferimento del presidente della Camena Nazionale della Moda è in particolare ai paesi asiatici, Cina e India, «che non soltanto stanno invadendo con il super fast fashion, ma che stanno pure investendo sui prodotti di qualità che fino a ieri ci vedevano protagonisti assoluti». Matteo Zoppas, presidente dell’agenzia Ice, riconosce in video conferenza a Capasa di essere stato il primo a mettere in guarda la cristi che stava per investire la moda, il secondo settore manufatturiero che rappresenta il 5.5 del Pil. «I 100 miliardi di fatturato sono diventati 92, con un 4 per cento perso nel 2025, oltre 5,4% del 2024. Questo significa che diminuisce l’export e aumenta l’import da Cina e India, appunto». La conferenza è incominciata con un minuto di silenzio per Giorgio Armani e l’annuncio che i due grandi eventi che il designer aveva seguito personalmente - sfilata e mostra per i 50 anni dalla fondazione del brand - si svolgeranno come previsto alla Pinacoteca di Brera il 28 settembre. «Lui ci ha insegnato anche come reagire di fronte a certe situazioni», insiste Capasa, annunciando gli importanti debutti alle direzioni creative che richiamano i riflettori internazionali sulla MFW: Louise Trotter che esordisce per Bottega Veneta, Simone Belotti da Jil Sander, Dario Vitale da Versace (senza show, ha scelto di presentare con un evento), Demna per Gucci che svelerà la prima collezione il 23. In tutto , 54 sfilate e 4 digitali e oltre 80 presentazioni con contorno di party ed eventi. Esordiscono nelle sfilate l’indiano Dhruv Kapoor e KNWLS, brand londinese fondato da Knowles e Arsenault, Pierre-Louis Macha e Sa Su Phi. Oltre a Versace mancano dalle passerelle Bally, Dsquared2, Marni. Ritornano in calendario sfilate Boss, Calcaterra, Phan Dang Hoang, Stella Jean e The Attico. Quindi gli eventi a ricordare il valore della moda italiana, «la più copiata al mondo»: Trussardi celebra l’inizio del nuovo capitolo, Laura Biagiotti festeggia i 60 anni, La Doublej, Flowermountain e Calcaterra il decimo anniversario. «La moda deve ripartire dalla creatività – sottolinea Capasa –. Tutti i brand di super fast fashion si ispirano ai nostri marchi, ma noi siamo gli unici a investire sull'originalità. Dobbiamo rafforzare di più quest’aspetto e ritrovare una vicinanza alle persone».