Sarà una settimana permeata dalla presenza, pur nella recente perdita, di Giorgio Armani: le sfilate della collezione Emporio e quella della prima linea, celebrativa dei 50 anni dalla fondazione dell’azienda nel 1975, si terranno regolarmente. Così come regolarmente aprirà la mostra dedicata al mezzo secolo di Armani. La Camera nazionale della moda italiana - che ha voluto aprire la conferenza di presentazione della fashion week con un minuto di silenzio per lo stilista scomparso, che era stato tra i fondatori della manifestazione - sta anche pensando a un modo per omaggiarlo «ma dobbiamo sentire prima la famiglia», dice il presidente Capasa.
Sarà una settimana della moda - dal 23 al 29 settembre, con 171 appuntamenti di cui 54 sfilate fisiche - in cui la scomparsa di un genio come Armani sarà anche inevitabile spunto di riflessione: lui, che con Versace, Ferré, i coniugi Missoni, Valentino, Krizia, negli anni Ottanta e Novanta (e oltre) aveva sancito la centralità della moda italiana a livello internazionale puntando sui capi ben fatti ma soprattutto su una creatività che, nel suo essere sobria, si è dimostrata dirompente, potrà essere di esempio in un momento in cui la creatività e il fatto bene rappresentano gli unici strumenti che la moda italiana può usare, uniti all’innovazione, per risalire la china dopo un anno e mezzo di conclamata crisi?







