Al via la fashion week. Carlo Capasa: “Reazione all’incertezza dei tempi”. Con Diesel la passerella diventa un parco-giochi

di Serena Tibaldi

Sono iniziate ieri e finiscono ufficialmente il 2, anche se in realtà a chiudere le sfilate sarà, il giorno prima, Giorgio Armani: 54 show e 89 presentazioni, per non contare le cene, i cocktail e i party. Il tutto in un clima, parrebbe, più positivo del solito. Un po’ perché l’onda lunga dell’entusiasmo generato dalle Olimpiadi invernali è ancora palpabile in città. E un po’ perché le cose, per il sistema moda Italia, se non bene, vanno un po’ meno male rispetto al passato: dopo due anni in negativo, il comparto ha dato i primi segni di ripresa. «Le previsioni danno una crescita nel 2026 tra l’uno e il due per cento. Poco, certo: ma l’inversione di tendenza, già iniziata alla fine del 2025, lascia ben sperare», riflette il presidente di Camera Moda Carlo Capasa. Dati che, aggiunti a un calendario interessante come non accadeva da tempo, rincuora l’intero sistema. Diversi gli eventi da seguire, in primis i molti debutti: oggi tocca a Maria Grazia Chiuri da Fendi; giovedì sarà la volta di Meryll Rogge da Marni, venerdì Demna da Gucci, giovedì e domenica Silvana Armani con il prêt-à-porter delle linee Armani. Averne, di stagioni così.