Nell'aula della Camera questo pomeriggio andranno al voto le mozioni sull'aumento delle spese militari. Allo stato il centrodestra non ha presentato un suo documento e, a quanto si apprende, non lo presenterà. Questo per non rischiare di spaccarsi. Tra i più critici dentro alla maggioranza c’è la Lega. Anche se oggi il capogruppo alla Camera, Riccardo Molinari, ha escluso che il Carroccio possa votare le mozioni di M5s e Avs contro l'aumento delle spese militari. "Assolutamente no, anche perché le due mozioni di M5s e Avs di fatto chiedono di rompere l'accordo preso tra i paesi Nato, di non arrivare al 5% delle spese militari" a cui "noi non siamo contrari – afferma -. Noi vogliamo essere saldamente legati all'Alleanza Atlantica, queste mozioni" sostanzialmente "chiedono di uscire dalla Nato".
Avs e 5S, no al riarmo. E tentano la Lega
di Giovanna Vitale
10 Settembre 2025
Il centrosinistra, invece, arriverà nell'emiciclo di Montecitorio in ordine sparso: diverse mozioni, una per partito. La mozione di Avs chiede, "anziché portare la spesa militare al 5 per cento del Prodotto interno lordo, di adottare iniziative per finanziare, sin dal prossimo disegno di legge di bilancio, il Fondo sanitario nazionale per almeno 8 miliardi di euro aggiuntivi al fine di raggiungere almeno la media europea". Anche i 5s, nel loro documento, chiedono di "scongiurare qualsiasi ipotesi di aumento della spesa in difesa e sicurezza in riferimento al raggiungimento dei nuovi target Nato, adottando contestualmente iniziative urgenti volte al progressivo aumento annuale delle risorse del Fondo sanitario nazionale".







