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Ultimo aggiornamento: 12:58
La maggioranza che sostiene il governo Meloni non presenterà una mozione parlamentare sull’aumento delle spese militari in risposta a quelle delle opposizioni che saranno votate mercoledì 10 settembre alla Camera. In questo modo, spiegano fonti parlamentari, la coalizione di centrodestra non passerà i prossimi giorni a discutere su una mozione unitaria ed eviterà spaccature interne: la Lega, che in queste settimane si è più volte espressa contro l’aumento delle spese militari, non potrà votare nemmeno parti delle mozioni del M5S per evitare pericolose divisioni in aula.
Le mozioni che sono già state discusse in aula prima delle ferie estive sono quattro, una per ogni partito dell’opposizione: quelle del M5S e di Alleanza Verdi e Sinistra contro l’aumento delle spese militari, mentre quelle dei centristi di Italia Viva e Azione chiedono una parola chiara del governo sugli investimenti in materia di Difesa.
Un tema comunque che rischia di essere divisivo per il centrodestra che negli ultimi mesi si è più volte diviso a parole sull’argomento: Fratelli d’Italia e Forza Italia sono a favore dell’aumento delle spese per la Difesa, la Lega invece ha spiegato che gli obiettivi di spesa Nato sono “insostenibili” e Matteo Salvini chiede di investire prima in altre misure, come ha ripetuto la scorsa settimana in una riunione interna con ministri, sottosegretari e responsabili economici del Carroccio.







