BRUXELLES – Un contentino per tutti. In un quadro di guerra in cui le richieste avanzate non devono, quindi, essere esose e le risposte non possono che essere limitate. E con una grande assenza: l’anima. Il discorso sullo Stato dell’Unione della presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, era atteso come il momento di rilancio dell’Unione dopo le difficoltà dell’ultimo anno. A cominciare dall’intesa con gli Usa sui dazi. La leader dell’esecutivo europeo, preoccupata dalle contestazioni che stanno emergendo tra i banchi del Parlamento comunitario e in particolare nella sua maggioranza tradizionale, ha scelto la strada di offrire a tutti i gruppi un osso da addentare. Un po' di competitività per il Ppe, la conferma del Green Deal per i socialisti, la lotta alla povertà (“da eradicare entro il 2050”) per la sinistra, il contrasto alla migrazione per i Conservatori. Il tutto con una serie di annunci di fondi, mobilitazioni, istituti o centri e qualche testimonial da esporre in aula. Ma senza un’anima, senza una visione o una direttrice che in qualche misura possa motivare classe dirigente e cittadini europei. Senza cogliere le radici della crisi in corso in Europa e soprattutto senza scegliere.
Nel discorso di Von der Leyen un contentino per tutti. Ma senza anima
Competitività per il Ppe, conferma del Green Deal per i socialisti, lotta alla povertà “da eradicare entro il 2050” per la sinistra, contrasto alla migrazione …














