L'Europa in mezzo alla tempesta globale ha bisogno di scelte rapide, di unità, di difendere i propri valori.
Sarà questo uno dei concetti chiave da cui potrebbe partire Ursula von der Leyen in quello che si preannuncia come il suo discorso sullo Stato dell'Unione più complesso. Il tradizionale appuntamento di settembre, che segna la ripresa dei lavori comunitari, questa volta per la presidente della Commissione si presenta come una corsa ad ostacoli.
Ad attenderla c'è un'Eurocamera che da tempo non era così polarizzata nelle sue posizioni. E nella quale cresce, rapidamente, il malcontento nei confronti della gestione dell'ex ministra della Difesa tedesca. Non è un caso che von der Leyen abbia scelto di preparare con cura il suo discorso. Confrontandosi prima, in incontri bilaterali, con i presidenti dei gruppi politici. Il baricentro politico al quale von der Leyen è chiamata ad attenersi resta la maggioranza che l'ha votata, ovvero Ppe, Socialisti, Liberali e Verdi.
Una maggioranza oggi sfilacciata ma della quale la presidente della Commissione non può fare a meno, non bastando l'apporto che parte di Ecr ha dato alle sue iniziative e non essendo mai stato sul tavolo il sostegno dei Patrioti. Sul Green Deal, ad esempio, non ci sarà alcuna abdicazione di von der Leyen. Nei tweet che la presidente ha diffuso quasi fossero un trailer del suo discorso di mercoledì mattina, c'è anche un passaggio sui disastri naturali e gli incendi che hanno infestato l'Europa. Eventi che, per la numero della Commissione, sono un costante vademecum della necessità dell'azione climatica. Ma non è solo sulla transizione ecologica che von der Leyen è attesa al varco.












