Come la letteratura russa secondo Josif Brodskij, a furia di inseguire la realtà Ursula von der Leyen l’ha raggiunta. Dove si trova oggi la presidente della Commissione europea, è tuttavia un posto affatto diverso da quello che aveva sognato. Dopo sei anni, spesi cercando di incarnare l’Unione europea sulla scena globale, anche a costo di violare i limiti imposti dai trattati alle sue funzioni, von der Leyen in questa torrida estate è finalmente diventata il volto dell’Unione, imponendosi al centro dello schema di gioco europeo. E a consacrarla è stato proprio Donald Trump, che prima l’ha ignorata per mesi, poi l’ha umiliata imponendole una visita quasi da vassallo nel suo golf club di Turnberry, in Scozia, e infine l’ha accolta alla Casa Bianca ribattezzandola «presidente d’Europa».