Quando, a inizio dicembre dell’anno scorso, ha fatto richiesta di pensione anticipata, non è sembrato strano a nessuno. Sessant’anni, bolzanino, (oramai) ex consulente bancario, pure con un curriculum di tutto rispetto: chi lo conosceva (professionalmente parlando) lo considerava serio, affidabile, esperto. Non un mago, ma un professionista di cui ci si poteva fidare. Per molti era quasi un amico di famiglia, non un semplice broker. Sempre attento, rassicurante, sorridente. Che uno così volesse prendersi del tempo per sé, che male c’era? Invece è scappato (o quantomeno sembra lo abbia fatto) con un tesoretto diventi milioni di euro sgraffignato un po’ qui e un po’ lì ai suoi clienti. Da otto mesi è riuscito a far perdere le sue tracce.

Si è accorto che qualcosa non quadrava un imprenditore edile: un giorno ha effettuato l’accesso al suo conto e ha notato che mancavano dei soldi. Allora ha fatto l’unica cosa che poteva, ha denunciato il fatto, ma (sorpresa) subito dopo è arrivato un secondo industriale che lamentava un ammanco simile, poi un terzo e un quarto.

Non si contavano più nel momento in cui la procura di Bolzano ha aperto un fascicolo e ha iscritto nel registro degli indagati M. R. (queste le sue iniziali), adesso sul caso indaga la guardia di finanza coordinata dal pm Igor Secco.