Un castello di scatole cinesi fatto di investimenti inesistenti, conti «schermo» e promesse di rendimenti stellari. È l’intreccio che emerge dall’inchiesta della Guardia di finanza sulla maxi-truffa che ha colpito una ventina di clienti altoatesini, con un danno complessivo stimato in oltre 20 milioni di euro. A orchestrare l’operazione, secondo le accuse, un consulente finanziario molto conosciuto in città, andato in pensione a dicembre 2024. Per capire l’entità del danno basti pensare che un cliente pensava di avere un patrimonio di 6 milioni e 700mila euro e si è trovato con «soli» 412mila euro. Un altro da 3 milioni è passato a 160mila euro. Senza contare chi pensava di possedere appartamenti di lusso con una resa fantastica ma, in realtà, non aveva proprio nulla di sua proprietà.