Il Coordinamento nazionale psicologi direttori di struttura complessa del Sistema sanitario pubblico entra nel dibattito sul Piano di azioni nazionale per la salute mentale elaborato dal Tavolo dedicato, istituito presso il ministero della Salute ed in attesa di approvazione da parte della Conferenza Stato Regioni. La nota prodotta, contenente puntuali osservazioni, è stata inviata ai diversi attori istituzionali: Tavolo Tecnico per la Salute Mentale, ministro della Salute, presidente della Conferenza Stato Regioni.
Apprezziamo le premesse teoriche del modello biopsicosociale e dell’approccio “One Health”, che superano il riduzionismo biomedico, includendo il ruolo della comunità e dei contesti di vita in cui il disagio nasce e si sviluppa, richiedendo interventi non solo multiprofessionali ma anche multisettoriali.
Pur tuttavia, sottolineiamo il rischio che il passaggio al concetto di “One Mental Health” possa attribuire ai Dipartimenti di Salute Mentale e alla psichiatria una centralità che non valorizza tutti gli altri ambiti di intervento e relativi attori, che concorrono fortemente alla promozione, tutela e salvaguardia del bene “salute”.
Rilanciare il sistema dei servizi di salute mentale







