Sinner riesce a sorprendermi sempre in positivo. Anche quando esce pesto e ammaccato da match difficili e laboriosi, deludenti nel risultato, come la finale degli Us Open di domenica sera, quando Alcaraz gli ha scatenato contro una tempesta anomala di servizi vorticosi e dritti più simili a cazzotti. Perdere una finale dello Slam non aiuta a essere lucidi nel giudizio da dare agli eventi che hanno appena preso forma nel grande stadio di Arturo, nel disporsi immediatamente all’autocritica, nell’evidenziare dove e che cosa migliorare.