Roma, 8 set. (askanews) – Dopo la sconfitta nella finale degli US Open contro Carlos Alcaraz, Jannik Sinner non si nasconde. Il numero uno azzurro guarda avanti, con la lucidità e l’onestà che lo hanno sempre contraddistinto.

“Devo uscire dalla comfort zone. Cambiare qualcosa nel mio gioco, e provarlo in partita nei tornei meno importanti: anche rischiando di perdere”, ha dichiarato Sinner. Nessuna scusa, solo l’analisi di chi sa che per continuare a crescere occorre osare.

La finale di Flushing Meadows ha avuto due protagonisti: “La finale l’ha vinta Carlitos o l’ha persa Jannik? Tutte e due. Credo tutto sommato di aver fatto una buona partita, ho cercato fino all’ultimo di stare nel match. Ma alcune cose non sono andate come volevo: se servi una prima sotto il 50%, sei sempre sotto pressione; sulla risposta ho fatto troppo poco. E qualche errore: non sono mica una macchina. Lui, al contrario, ha giocato un match molto buono. È stato pulito, ha fatto molte cose diverse che hanno cambiato la partita”.

Alcaraz, spiega Sinner, ha avuto il merito di variare continuamente il gioco: “Questa è una cosa che sa fare benissimo, è il suo stile: batte e viene a rete, attacca da lontano, fa una palla corta, usa lo slice. È veramente bravo in questo. Non diventerò mai come lui. Ma adesso tocca comunque a me cambiare il gioco, fare cose diverse: però devo provarle, abituarmi. Quando? Nei primi turni, magari non proprio degli Slam: negli altri tornei. Se è il caso, rischiare di perdere degli incontri: come fa Carlos. Però esercitarmi, e acquistare quella fiducia – ad esempio, nel servire una seconda palla più forte – che poi ti serve per giocare nei momenti importanti”.