L’allarme del Primo Ministro francese Bayrou sul sovraindebitamento dello Stato transalpino ha messo sotto pressione i titoli di Stato dei Paesi dell’Eurozona, soprattutto quelli a lungo e a lunghissimo termine, che hanno perso valore.

Le emissioni a lunga durata, infatti, sono più sensibili alle notizie negative su economia e politica, perché hanno un orizzonte temporale molto lontano, che rende il rimborso più incerto. Più rischi, più perdite.

L’effetto sui titoli di Stato

Dopo le dichiarazioni di Bayrou, le obbligazioni governative francesi a 50 anni sono scese sotto i 30 centesimi e il rendimento alla scadenza, per via del calo del prezzo a parità di cedole, è salito sopra il 4,5%, come non accadeva da 11 anni. I timori per la tenuta del debito pubblico, poi, si sono allargati al Regno Unito e il rendimento dei Gilt (i titoli di Stato inglesi) trentennali ha toccato un massimo dal 1998, sopra il 5,6 per cento. Anche le scadenze più brevi hanno sofferto, perché le vendite hanno interessato un po’ tutte le durate, anche se con meno enfasi per le brevi. Il BTp a dieci anni, per esempio, è risalito al 3,7%, oltre 10 centesimi in più della seduta precedente e di 15 centesimi rispetto al livello di una settimana prima. Un salto di centesimi a doppia o tripla cifra in un giorno non è di poco conto sul mercato per un investimento conservativo come le obbligazioni governative.