Lasciamo impronte sulla sabbia. Nel fango di un sentiero, sull’erba dove ci sdraiamo. Sono tracce lasciate da piedi e zampe sulla terra. Ma i segni dei corpi restano visibili anche nell’acqua. Con le balene è evidente: quando avvistiamo un cetaceo in immersione resta un ovale sospeso sulla superficie del mare per qualche secondo. Negli oceani, però, ci sono altre impronte che restano fisse per poco anche in profondità. E sono orme che regolano l’equilibrio del mondo blu e che assicurano anche la presenza del pesce sulle nostre tavole.
Il mare senza «impronte» e il plancton in fuga dal caldo: a rischio l’equilibrio degli oceani e il pesce sulle nostre tavole
Il cambiamento climatico accelera la sparizione di queste orme. L’aumento delle temperature delle acque confonde i cacciatori, che rischiano di non riuscire più a rintracciare la loro fonte di cibo. I riflessi su tonno e merluzzo







