Gli occhi di tigre stavolta sono velati di lacrime.
Perché abituarsi a vincere può non essere facile anche per chi questo esercizio lo pratica da sempre: Julio Velasco un anno fa aveva parlato della 'rivoluzione silenziosa delle donne", portatrice sana di un grande cambiamento che passa dallo sport e tocca tutto. Ed eccole infatti ancora loro, le ragazze del volley, la faccia bella dell'Italia, a Parigi oro olimpico a Bangkok campionesse del mondo. "Questa vittoria mi ha dato emozioni maggiori rispetto all'Olimpiade - confessa il tecnico argentino - perché questa è stata una competizione lunga, difficile, e piena di insidie. Per questo ha un sapore diverso e bellissimo. I mondiali, le Olimpiadi, due Nations League consecutive. Questa squadra è leggenda. È una grande emozione, sono orgoglioso di loro. È giusto che sia arrivata la vittoria".
Che chiude un cerchio, certo non un ciclo perché il tecnico ha ancora strada da fare con questo gruppo: "Hanno lavorato con grande dedizione e giocato con coraggio anche quando eravamo in difficoltà - ha sottolineato -. Questi sono valori che significano tanto. È una vittoria arrivata anche grazie al lavoro fuori dal campo. Aiutando a creare una mentalità che già c'era e che siamo riusciti a tirare fuori. Queste ragazze andavano solo aiutate a tirare fuori questi valori e ci siamo riusciti. Volevo ragazze autonome ed autorevoli ed ho un gruppo che ha fatto grandissime cose. Poi un pensiero al mio staff da quello medico a quello tecnico: uomini e donne eccezionali che hanno contribuito a questo trionfo". Che Velasco dedica "a Giuseppe Brusi, Leo Novi ed al mio primo allenatore e mentore argentino venuto a mancare quest'anno".













