Sappiamo tutti che Julio Velasco è un grande allenatore. Ha vinto tutto, ovunque. Non sempre, perché nessuno vince sempre. Tutti sanno pure che Julio Velasco è un grand’uomo. Lo conosco da tanti anni e ne ho sempre ammirato la capacità di leggere le cose, le persone, di esercitare la leadership con la sapienza di chi conosce la differenza tra guida e dominio, tra autorevolezza e autoritarismo. Quando ha iniziato ad allenare la Nazionale di pallavolo femminile quella comunità di campionesse e di ragazze intelligenti era finita in un gorgo di problemi e di conflitti. A guardarle in questi Mondiali — robuste, allegre e sicure —, mi è sembrato di vedere la «forza tranquilla» di Julio. Lui è un uomo che ha conosciuto la sofferenza del suo Pese, l’Argentina, nel tempo in cui tanti ragazzi che non obbedivano al regime militare furono fatti sparire. Tra loro c’era suo fratello, che fu preso, torturato e tenuto in carcere per quaranta giorni.