«Quando una persona comincia a confondersi con il suo personaggio, è lì che comincia il declino». Appena atterrato a Malpensa dopo una notte in volo da Bangkok con scalo a Dubai e una coppa del mondo in valigia, Julio Velasco sorride soddisfatto con gli occhi stanchi. Nella storia c’era già di diritto per tutte le prime volte regalate alla pallavolo – dal primo Mondiale nel 1990 con gli uomini alla prima Olimpiade l’anno scorso con le donne – e per le due generazioni di fenomeni portate al trionfo, ma questo oro mondiale è speciale. E si arrabbia quando qualcuno cerca di fargli dire se una delle due squadre è più forte dell’altra. Perché Velasco è così, gli interessa solo il «qui e ora».