Crisi politico-istituzionale, con il quarto primo ministro bruciato in meno di due anni, crisi economica, con un debito fuori controllo, crisi sociale, con la piazza pronta a esplodere contro le misure di austerità, e crisi di popolarità, con sondaggi che danno il presidente ai minimi storici dall’inizio del suo mandato. È appena iniziato l’autunno caldo francese e le nubi si addensano sopra l’Eliseo.
Lunedì, l’attuale primo ministro, il centrista François Bayrou, sarà sfiduciato sulla sua proposta di manovra finanziaria e costretto a dimettersi dopo appena nove mesi a Matignon. È l’ennesima scommessa fallita dal presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, che puntava sul vecchio saggio per galleggiare fino alla fine del secondo quinquennio, e si ritrova invece a dover cercare un nuovo profilo di sintesi, di larghe intese, in un Paese che a differenza dell’Italia non ha una cultura del compromesso.
EMMANUEL MACRON PREPARA UN ALTRO INCIUCIO PER FERMARE MARINE LE PEN
Una grande ammucchiata. Per tirare a campare fino a maggio 2027 e scongiurare il ritorno alle urne che significherebbe t...
I socialisti sono convinti che sia giunto il loro momento dopo un premier gollista, Michel Barnier, e uno centrista, François Bayrou, e reclamano non solo il primo ministro ma di essere alla guida di un governo di sinistra, con ecologisti e comunisti.











