Dopo la morte di Giorgio Armani, il sogno di Andrea Peripolli resta intatto. Anzi, si fa più urgente. Quello di ricordare l'arte del re della moda attraverso i bozzetti originali (realizzati tra la fine degli anni 70 e metà 90), i fax ingialliti, le cartelle con tessuti spillati e le prove colore che salvò dal macero quasi per caso. «Sognavo da anni di andare a Milano da lui, per raccontargli questa storia – confida oggi –. Non ce l’ho fatta. Ma chissà, magari sarà Silvana Armani a contattarmi. Ho molti documenti firmati da lei, quando era nell’ufficio stilistico. Uno in particolare porta la sua firma in calce ed è legato alla collezione 1990-91, realizzata nel 1989».
L'uomo che ha salvato 25 bozzetti di Armani dalla discarica, erano nell'azienda tessile dove lo stilista firmò la prima collezione: «Sono unici, li ho tenuti in cantina per anni»
Andrea Peripolli, di Cornedo Vicentino, li ha recuperati nel 1998 nel cantiere di demolizione dell’azienda tessile dove negli anni 70 Armani, ancora freelance, disegnò per conto terzi la sua prima linea a portare il suo nome











