Un simbolo dell’Italia, della sua capacità creativa e industriale. Ma soprattutto della sua abilità nel guardare oltre i trend correnti, nell’anticipare il futuro che è ancora tutto da scrivere ma di cui ha percepito la traiettoria.
Giorgio Armani, 91 anni, ha lasciato una passerella costruita a Milano 50 anni fa e arrivata in tutto il modo. La sua forza è stata proprio nel captare i segnali, al di là del boom degli stilisti e delle griffe, scoppiato in Italia all’inizio degli anni ’80. Aveva capito che il cinema poteva essere un modo per veicolare non solo i suoi capi di abbigliamento rivoluzionari ma anche lo stile di vita che essi rappresentavano. In questo modo ha costruito un gruppo che vale 2,3 miliardi in termini di fatturato, la larghissima parte raccolto sui mercati internazionali dove «un Armani» è diventato il sinonimo una giacca – quelle destrutturate, comode, eleganti, fatte con tessuti innovativi – o di un tailleur.











