La stoffa che diventa anima Giorgio Armani l’ha scolpita in un’immagine che si è portato dentro per anni, un ritratto di famiglia sotto il grigio cielo della Valtrebbia, in un altro tempo, un altro luogo e un altro mondo: gli serviva per riandare all’inconscio creatore che determina le cose della vita, per sfumare con la nebbia i colori troppo accesi e stupirsi, come quando da bambino entrava al cinema Politeama, a Piacenza, per vedere «Il barone di Münchhausen», interrotto a metà dalle bombe della guerra e dall’allarme della contraerea.
Da Piacenza al primo showroom in corso Venezia, così Giorgio Armani è diventato di casa a Milano: «Amo questa città»
Il trasferimento nel Dopoguerra, gli studi di Medicina. La svolta alla Rinascente e la collaborazione con Sergio Galeotti. Un amore sempre ricambiato dalla città











