Roma, 8 set. (askanews) – “Milano dovrebbe intitolare un luogo simbolico e riconoscibile a Giorgio Armani. Perché non è stato solo uno dei più grandi stilisti al mondo, ma un autentico ambasciatore dell’eleganza italiana e del genio milanese. Coniugando creatività artistica, rigore valoriale e visione industriale, Armani ha contribuito in modo determinante a rendere Milano leader internazionale nella moda e nel design. Un legame indissolubile con la città, fortemente voluto e sviluppato in molteplici forme. Un amore ricambiato dai milanesi, come confermato anche dalla grande partecipazione popolare di queste ore alla camera ardente”. Così Mariastella Gelmini, senatrice di Noi Moderati e già consigliere comunale a Milano.

“Avanzo qualche ipotesi di intitolazione per una doverosa memoria, non solo al Comune sentendo la famiglia, ma alla città in generale: si potrebbe dedicargli, se consentito dagli accordi sui naming rights delle stazioni, la fermata della metro M3 ‘Montenapoleone’, punto cruciale del Quadrilatero della Moda, dove ha lasciato un segno vivo e indelebile; penso per esempio a La Triennale, simbolo del design e della cultura contemporanea. O ancora, il piazzale antistante l’Armani/Silos in via Bergognone, in zona Tortona, cuore creativo della città, dove ha fortemente voluto un Museo come laboratorio di idee permanente. Infine, penso al largo tra via Broletto, via dell’Orso e via del Lauro, noto a tutti per lo storico cartellone pubblicitario che dagli anni Ottanta è un’icona urbana e persino un riferimento topografico, meta in questi giorni di tante persone che fotografano il nuovo poster in cui campeggiano le ultime straordinarie parole di Armani: ‘Il segno che spero di lasciare è fatto di impegno, rispetto e attenzione per le persone e per la realtà. È da lì che tutto comincia’. E diciamo che non finisce”, conclude.