Non c’è città al mondo che non abbia delegato al mercato il compito di custodire l’anima del proprio popolo. Architetture, colori, aromi, sapori, ma anche gestualità, cultura: che si tratti di residenti o di turisti, chiunque abbia necessità di conoscere a fondo la complessità di un luogo è chiamato ad aggirarsi tra stand e bancarelle, alla riscoperta di una tradizione gastronomica capace di raccontarne l’essenza. Metaforiche carte d’identità, è proprio tra bancarelle, prodotti locali e profumi che si sono persi anche i redattori del Financial Times, mossi dall’intento di censire i migliori mercati al mondo. Una mappa che, a livello mondiale, si estende da Taiwan a Oaxaca, contemplando per ben due volte l’Italia.
Il mercato del Capo di Palermo e il mercato delle vettovaglie di Livorno
Tra i mercati italiani meritevoli di menzione all’interno della classifica dei «best» a livello mondiale non poteva mancare lo storico mercato del Capo di Palermo. Snodo tra quattro strade, al di sotto della «Pupa ru Capu», emblematico mosaico, si disvelano i segreti gastronomici della città. Mercato caloroso e multiculturale, è difficile visitarlo resistendo all’assaggio dello «sfincione», tra i più simbolici cibi da strada palermitani a base di pane pizza, dalla consistenza spugnosa, ricoperto da salsa di pomodoro, cipolla, acciughe, origano e formaggio siciliano. Si trova invece a Livorno il secondo mercato italiano tra i migliori al mondo: il mercato delle vettovaglie o, più semplicemente, il mercato centrale: un tripudio di bancarelle immerse in una struttura in stile Liberty dove assaggiare la classica torta di ceci o acquistare le più bianche uova di gallina livornesi.






