L’ultimo contatto quattro mesi fa, a maggio, quando Giorgio Armani ha inviato a Ennio Buonomo, uno dei proprietari dei Cantieri Codecasa, un messaggio per i duecento anni della nota azienda di Viareggio. Che suona quasi come un testamento autobiografico. Scrisse Armani: “Il mare è una passione che nutro da sempre e quella casa per solcarne le acque, una fantasia che grazie ai Cantieri Codecasa ho potuto realizzare – con le mie ultime due imbarcazioni – esattamente come l’avevo desiderata. Ho sempre voluto uno yacht che fosse una presenza discreta sulle onde, uno scrigno sobrio, avanzato nelle tecnologie e prezioso negli interni… ma senza ostentazioni”.
E nei Cantieri Codecasa e nel loro ingegno produttivo, Armani rinviene uno specchio della filosofia della sua azienda per cui uno yacht è paragonato ad un vestito. Scriveva Armani, nel maggio scorso: “Non mi sorprende che i Cantieri Codecasa festeggino 200 anni di attività, l’attenzione e la cura che li contraddistinguono sono esemplari. Lavorare con loro, per usare una metafora a me vicina, è stato come costruire su misura un abito di alta moda. Con queste mie parole voglio celebrare la perizia e l’industriosità di un’azienda importante. Il loro saper fare, la capacità di unire la modernità a un saper fare antico, l’attenzione ineccepibile rivolta ai committenti”.











