Cresce il pressing di Emmanuel Macron su Bruxelles per portare la discussione sul target climatico al 2040 sul tavolo politico dei leader al Vertice Ue del 23 e 24 ottobre.

Con il rischio di rallentare le discussioni e arrivare alla Cop30 di Belem senza un obiettivo climatico intermedio.

Il negoziato sul dossier è in mano ai ministri Ue dell'Ambiente che dovrebbero adottare la loro posizione negoziale il prossimo 18 settembre. La presidenza danese del Consiglio Ue terrà questa settimana incontri bilaterali con i singoli ambasciatori per aggiustare il testo di compromesso. Se dai colloqui con i rappresentanti nazionali dovesse emergere una sostanziale convergenza sulle richieste francesi, la presidenza danese potrebbe decidere di modificare l'agenda del Consiglio Ue e rimandare il voto. Anche se al momento non è intenzionata a farlo. La richiesta di garantire "più tempo" alle discussioni tra le capitali, a quanto si apprende, potrebbe essere sostenuta anche da Berlino.

"E' necessario che siano i leader a discuterne nuovamente", ha spiegato un diplomatico francese. Parigi preme per una discussione tra leader sugli strumenti - tra flessibilità, neutralità tecnologica e investimenti - per centrare il target, non tanto sulla percentuale di riduzione delle emissioni del 90%. La questione era stata già sollevata da Macron al Vertice Ue di fine giugno, chiedendo più tempo per discuterne. I tempi sono però stretti. La Conferenza sul clima delle Nazioni Unite, la Cop30, si terrà dal 10 al 21 novembre a Belem, in Brasile.