BRUXELLES – A pochi giorni dall’inizio della conferenza sul clima in Brasile lunedì prossimo, i ministri dell’ambiente dell’Unione europea hanno raggiunto ieri un sofferto compromesso sugli obiettivi climatici per il 2040. La proposta della Commissione europea è stata annacquata pur di trovare un accordo con i paesi, tra cui l’Italia, che più si sono detti contrari in questa fase politica ed economica a target ambiziosi. Il testo legislativo sarà ora negoziato con il Parlamento europeo.
Il negoziato si è dilungato nella notte tra martedì e mercoledì, durando quasi 24 ore. «Fissare un obiettivo climatico non significa semplicemente scegliere un numero, ma è una decisione politica con conseguenze di vasta portata per il continente – ha detto il ministro danese dell’ambiente Lars Aagard, che ha presieduto i lavori –. Abbiamo lavorato per garantire che tale obiettivo possa essere raggiunto in modo da preservare la competitività, l’equilibrio sociale e la sicurezza».
Il compromesso raggiunto tra i Ventisette introduce vari elementi di flessibilità, pur lasciando inalterato il target principale: una riduzione del 90% entro il 2040 delle emissioni nocive europee, rispetto ai dati del 1990. La proposta comunitaria prevedeva che al raggiungimento dell’obiettivo potessero contribuire anche progetti ambientali in paesi terzi per un totale del 3%. Questa percentuale è stata aumentata al 5%, portando di fatto il target domestico all’85%.












