BRUXELLES – Dopo una intera giornata e una notte l’accordo sul clima è stato trovato. Anche se l’obiettivo di ridurre le emissioni del 90 per cento entro il 2040 è stato votato a maggioranza con la contrarietà di Slovacchia, Ungheria e Polonia, e l’astensione di Belgio e Bulgaria. Quindi anche l’Italia e la Francia si sono espresse a favore.
La mediazione è stata trovata introducendo non solo delle verifiche biennali che possono ritoccare gli obiettivi ma anche con la previsione di altre diverse flessibilità tra cui il 5% di crediti internazionali - con un ulteriore possibile 5% dopo revisione – (si tratta di progetti ambientali in Paesi extra Ue in cambio dei quali si può ridurre il target concordato in Europa), il rinvio dell'Ets2 (i certificati che danno diritto alle emissioni) al 2028 e il riconoscimento del ruolo del biocarburanti come richiesto da Roma.
VERSO COP30
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Con questa intesa si raggiunge un accordo sul contributo determinato a livello nazionale (noto come 'Ndc'), quello per gli sforzi globali sul clima per il 2035 richiesti dagli impegni della Cop30 di Belém, in Brasile. Si prevede un taglio delle emissioni tra il 66,25% e il 72,5% rispetto ai livelli del 1990.











