La Cina è aggressiva, egemonica, imperialista. L’India è inaffidabile, ambigua. Ecco cosa pensano davvero gli uni degli altri: il dragone e l’elefante. Si parla molto di un idillio, o per lo meno di una riconciliazione fra le due superpotenze asiatiche. L’antefatto: i dazi con cui Trump castiga l’India per i suoi acquisti di petrolio russo, la partecipazione del premier Narendra Modi al summit di Tianjin in casa di Xi Jinping. Di qui i commenti: Trump spinge l’India nella braccia della Cina, e così subisce una perdita strategica enorme. Questa la narrazione prevalente in Occidente. Ma non a Pechino o a Delhi, dove il presunto disgelo è circondato da un’atmosfera di scetticismo. La diffidenza prevale, tra Pechino e Delhi le ragioni di una rivalità sono troppo antiche e profonde per essere cancellate da un presidente americano. Ecco alcune testimonianze di cosa si pensa davvero. Fonti autorevoli, cinesi e indiane, danno un quadro molto diverso sulla percezione reciproca.

Comincio da un esperto occidentale dell’Indo-Pacifico, Andrew Small, autore di “The Rupture: China and the Global Race for the Future” e “The China-Pakistan Axis: Asia’s New Geopolitics”. Ecco la sua visione super partes: