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Domenica e lunedì il primo ministro indiano Narendra Modi ha incontrato a Tientsin, in Cina, il presidente cinese Xi Jinping e quello russo Vladimir Putin. Sono stati incontri molto cordiali, in cui Modi ha ostentato, come fa spesso, strette relazioni personali: ha preso per mano e abbracciato Putin, ha scherzato, riso e preso per mano anche Xi. Modi non andava in Cina da sette anni, e soprattutto dal 2020 i rapporti tra i due paesi sono stati molto tesi, se non conflittuali. La ritrovata cordialità mostrata in questi giorni va intesa come una risposta di Modi alle recenti dispute diplomatiche e commerciali con gli Stati Uniti del presidente Donald Trump.

In oltre dieci anni di governo, Modi ha sempre cercato di presentarsi in India come un leader forte e capace di farsi rispettare anche all’estero. La parte del paese che lo sostiene è animata da forti sentimenti nazionalistici. Quando a inizio agosto Trump ha imposto all’India dazi del 50 per cento (altissimi), Modi non ha cercato di blandirlo né ha mostrato di voler necessariamente negoziare, anzi: ha appunto ribadito i legami con la Russia e mostrato un avvicinamento alla Cina.

Un momento dell’incontro (EPA/ALEXANDER KAZAKOV/SPUTNIK/KREMLIN)