Appena sopra il sei. Gli italiani promuovono il sistema scolastico con una sufficienza risicata (voto medio 6,4), indicandone come problemi principali i programmi di studio obsoleti e troppo teorici, la scarsa motivazione dei docenti, l’edilizia scolastica, la carenza di docenti, le dotazioni tecnologiche inadeguate, la scarsa preparazione dei docenti. Lo ritengono, inoltre, ancora incapace di fornire competenze adeguate alle richieste di un mercato del lavoro in evoluzione e ne evidenziano le differenze qualitative tra le diverse aree del Paese e tra grandi città e provincia. Sono questi, in sintesi, i principali elementi che emergono dal report FragilItalia “Il sistema scolastico italiano”, elaborato da Area Studi Legacoop e Ipsos, in base ai risultati di un sondaggio condotto su un campione rappresentativo della popolazione (800 casi di 18 anni e oltre), per testarne le opinioni sul tema.
La scuola italiana supera di poco la sufficienza
La valutazione media complessiva del sistema scolastico italiano, dunque, si attesta ad un valore di poco superiore alla sufficienza (voto 6,4, in leggerissimo miglioramento rispetto al 6,3 rilevato lo scorso anno), con variazioni relative ai diversi livelli di istruzione. Il voto più alto va all’Università (6,8, anch’esso in crescita di un decimale rispetto al 6,7 dello scorso anno), che si accompagna ad una sempre maggiore famigliarità e propensione anche verso nuovi strumenti di alta formazione, come le università digitali, peraltro connesse a una generale maggiore fiducia verso la formazione pubblica.









