Quali sono le condizioni dell'istruzione del nostro Paese? Se confrontiamo le serie dei numeri delle indagini annuali organizzate e gestite dall'Invalsi, emerge una tendenza oramai molto consolidata che mostra una estrema «variabilità» tra istituti scolastici, soprattutto dopo la scuola media. Questo significa che gli studenti più bravi, anzi le studentesse più brave, perché le femmine hanno un andamento medio nettamente migliore dei maschi, tendono a concentrarsi in alcuni territori, in precisi indirizzi scolastici, e poi in certi licei o istituti tecnici e, addirittura, in alcune sezioni piuttosto che in altre. Semplificando, i licei classici e scientifici di tradizione consolidata di ogni capitale (meglio del Nordest) attirano in media, come fossero calamite, gli studenti migliori. Come fanno? Dalle interviste ai genitori, emerge che questi licei di grande qualità si autoselezionano per l'attenzione al valore della formazione da parte delle famiglie dei ragazzi iscritti, spesso legata al loro censo. Questo significa che moltissime famiglie si autoescludono dall'iscrivere i lori figli in quelle scuole o in certe sezioni, laddove per un professore lavorare lì è invece un gioco da ragazzi. Lì è possibile tutto: attività tradizionali, creative, sperimentali, perché i ragazzi arrivano abituati allo studio e con un bagaglio già importante sulle spalle. In quelle isole felici, il maestro non ha bisogno di nessun riscontro sul suo operato e si può collocare in una posizione dominante oppure in modalità cooperativa.